Migliore
spettacolo della rassegna
Al végh e an el végh (Teatro Accademia Pesaro)
Regista Paolo Cappelloni
La Compagnia ha messo in scena un’opera dai profondi significati umani, alternando gli aspetti positivi a quelli negativi dei protagonisti e non. Gestualità congrua, occupazione esemplare degli spazi scenici, sincronia delle entrate e delle uscite, pulizia e tempismo nei dialoghi. La recitazione senza esagerazioni espressive, priva di caricature, ha reso al meglio un testo davvero intenso. Notevoli anche la scenografia e la regia.
Migliore regia
Pari merito
Paolo Cappelloni del Teatro Accademia Pesaro,
ha diretto la
Commedia con maestria e genialità, rispettando la personalità degli attori e
sviluppando le loro doti naturali, portandole a compiutezza. Ha curato il
rapporto dialogico e scenico di tutti gli attori che hanno raggiunto una
coralità considerevole.
Il regista ha
lavorato con elementi dotati dei mezzi espressivi indispensabili della
recitazione. La sua direzione si distingue per una linearità mai piatta.
Miglior testo
Al végh e an el végh (Teatro Accademia Pesaro)
Il testo è stato ben interpretato dagli attori e il regista ha saputo amalgamare le loro differenti sensibilità. La dialogicità fluida e anche intensa ha ben sviluppato la tematica proposta e ha avuto il pregio (non scontato) di far trapelare l’extra testo, il non detto, il silenzio che ha lo stesso peso semantico della parola e della frase. Potremmo dire che è lo spazio riservato all’ascoltatore per una interpretazione ricca di sfumature che solo l’attento interlocutore sa cogliere.
Migliore attrice protagonista
Federica Gresta nel ruolo di Zita nella commedia Al végh e an el végh, del Teatro Accademia di Pesaro.
L’attrice, con
naturalezza ha dato vita a un personaggio complesso, dando risalto di volta in
volta alla pietà, all’incoraggiamento e, alla fine, ha rivelato una inaspettata
forza provocando la caduta nel vuoto del personaggio maschile, che, anziché
ringraziare per i benefici ricevuti, sfrutta i benefattori e soprattutto colei
che aveva preso a cuore le sue difficoltà.





